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Brexit

Come prepararsi alla Brexit

Scenari economici legati alla Brexit: parte I

Con la vittoria alle elezioni del partito dei Conservatori, le prospettive per il 2020 sull’economia e sui mercati sono meno incerte. Dopo mesi di incertezza, il Primo Ministro Boris Johnson condurrà formalmente il Regno Unito fuori dall’Unione Europea entro il 31 Gennaio del prossimo anno, avendo poi un periodo di transizione di undici mesi per gestire un accordo sulla nuova partnership economica con l’Europa. Accordarsi con i Paesi dell’UE non sarà un compito facile.
Nel frattempo Sogedim mette a disposizione degli operatori le informazioni utili ed essenziali ad affrontare al meglio il cambiamento

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(Per la lista di controllo sulla preparazione alla Brexit per le imprese che operano nell’UE clicca qui)

Dopo tre lunghi anni finalmente il Paese esce da una situazione stagnante. Molti analisti stimano che la sterlina potrebbe sfondare quota 1,4 sul dollaro, ma gli sviluppi nel medio termine restano un’incognita. Vediamo insieme le ripercussioni sul trasporto merci.

La Brexit e i Trasporti – Trasporto su strada

Su proposta della Commissione è in corso di adozione da parte dei co – legislatori europei una modifica al regolamento n. 2019/501, che proroga la scadenza della sua validità dal termine originario del 31 dicembre 2019 fino al 31 luglio 2020 al fine di mantenere in vigore per il trasporto stradale sino a quest’ultima data il regime temporaneo dei collegamenti.

Per gli operatori, sono utili le informazioni indicate nei rilevanti avvisi della Commissione europea (sul trasporto su strada, sui prodotti industriali, sulla protezione dei consumatori e i diritti dei passeggeri, sugli spostamenti tra l’UE e il Regno Unito).

Trasporti da e per il Regno Unito

Dai più recenti dati Confetra e ADM in merito al possibile impatto della Brexit sugli operatori economici nazionali, risulta che in 117.381 hanno effettuato esportazioni e/o importazioni di beni a/da UK. Di questi 67.914 hanno effettuato esportazioni e/o importazioni di beni a/da paesi extra UE.

Dallo studio è emerso che il 42% dei soggetti non ha familiarità con le operazioni doganali di import/export per gli scambi con UK.

Dove e come ottenere maggiori informazioni sulla Brexit

▶ Nella sezione del sito dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli oppure scrivendo all’indirizzo e-mail dedicato;

▶ Per indicazioni di carattere generale sull’applicazione della normativa doganale, è anche possibile richiedere informazioni all’Agenzia delle dogane e dei Monopoli attraverso il servizio URP telematico.

▶ Per requisiti riguardanti specifiche operazioni doganali di import ed export da effettuarsi sul territorio, è possibile contattare direttamente gli Uffici delle Dogane competenti per tali operazioni, i cui contatti ed relativi indirizzi sono reperibili sul sito dell’Agenzia www.adm.gov.it .

▶ Inoltre, è consigliabile consultare le Comunicazioni pubblicate dalla Commissione europea per aggiornarsi sulle principali evoluzioni del dossier.

Non hai confidenza con la materia? Non preoccuparti, ai tuoi scambi con UK ci pensa Sogedim.

UK è il 3° paese destinatario delle «esportazioni» italiane (circa 25 mld nel 2018) e il 7° per quanto riguarda le «importazioni» (circa 14 mld nel 2018) quindi, al di là di come si evolveranno gli scenari con la Brexit, resta un asse geografico strategico per le spedizioni da e verso l’Italia.

Trattamento IVA delle merci spedite o provenienti dal Regno Unito

Le merci cedute da un operatore italiano ad un soggetto UK costituiranno cessioni all’esportazione ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. 633/72 e concorreranno alla costituzione del cd plafond IVA. Le merci provenienti dal Regno Unito costituiranno importazioni imponibili ai fini IVA: ad esse si applicheranno le disposizioni di cui agli artt. 67-70 del D.P.R. n. 633/72.

Informazioni tariffarie vincolanti Reg UE 952/2013- Art.33

Relativamente alle ITV già rilasciate (Informazioni Tariffarie Vincolanti) i Servizi della Commissione (DG TAXUD) stanno prendendo in considerazione lo sviluppo di attività che determineranno, a decorrere dal recesso:

  • l’annullamento automatico di tutte le decisioni ITV emesse dall’autorità doganale britannica;
  • l’annullamento automatico di tutte le decisioni ITV in cui il titolare ha un codice EORI nel Regno Unito.

NB.: gli UD verificheranno che nella casella 44 delle dichiarazioni doganali non venga riportato il codice C626 identificativo delle ITV rilasciate a titolari residenti nel Regno Unito, il cui codice EORI sia stato rilasciato dalle autorità inglesi.

L’origine preferenziale delle merci negli scambi UE/UK

  • In mancanza di un accordo, negli scambi commerciali UE/Regno Unito alle merci non potrà essere attribuita alcuna origine preferenziale.
  • Le merci non dovranno essere accompagnate da alcuna prova dell’origine preferenziale, che appunto non sussiste. Non dovranno essere accompagnate da EUR 1 né da dichiarazione di origine.
  • Le figure di esportatore autorizzato o esportatore registrato non esisteranno in mancanza di un accordo che le preveda.

L’origine preferenziale delle merci negli scambi UE/Paesi Terzi

Negli scambi tra UE e Paesi Terzi accordisti il carattere originario delle merci acquisito in virtù di materiali di origine UK che incorporano o di lavorazioni ivi effettuate, sarà da valutare alla luce dei singoli accordi e non potrà essere considerato ai fini dell’attribuzione dell’origine unionale.

Autorizzazioni doganali

  • Le autorizzazioni doganali rilasciate dalle Autorità doganali del Regno Unito non saranno più valide nel territorio doganale dell’Unione.
  • Le autorizzazioni rilasciate dall’Agenzia a soggetti britannici per le quali il CDU prevede tra le condizioni per il rilascio lo stabilimento nel territorio doganale della UE non potranno più essere considerate valide.

Altri links di riferimento sul tema Brexit

▶ Aspetti relativi agli accordi connessi con il recesso della Gran Bretagna dalla UE;

▶ Aspetti relativi a fiscalità e unione doganale;

▶ Aspetti relativi al commercio estero;

▶ Indicazioni circa l’orientamento delle disposizioni del Regno Unito in materia doganale ;

Vuoi saperne di più?

Per sostenere le aziende clienti Sogedim in qualità di Specialista Internazionale Certificato, sta monitorando l’intero processo in modo da poter cogliere qualsiasi modifica allo stato attuale delle cose ed essere pronta ad evitare complicazioni in materia di trasporti.

EMERGENZA BREXIT: per prepararsi Sogedim ha già intrapreso una serie di azioni precauzionali. Scopri quali!

Fonte: Slide BrexitDay ADM, Confetra.com, Circolare Confetra n. 193/2019

Scenari economici legati alla Brexit: parte II

Nel 2020 il Regno Unito uscirà dall’Unione Europea.
Sei pronto a gestire l’evento?
Per sostenere i clienti Sogedim mette a disposizione contenuti utili ad affrontare al meglio l’emergenza Brexit.

A seguito degli ultimi eventi politici di dicembre 2019 il contesto Brexit ci mostra uno scenario ancora tutto in assestamento.
Aldilà della complessità dei temi da definire nell’arco del 2020, le squadre operative e commerciali Sogedim si sono già attrezzate per preparare i clienti ad affrontare qualsiasi scenario con la massima cura ed efficienza di sempre, nonostante l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea si stia mostrando più complicata del previsto.

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Sogedim, in qualità di Specialista Internazionale Certificato, offre alle aziende interessate una preparazione tecnica mirata ad approfondire il post Brexit sul tema Trasporti e Spedizioni.

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Uscita Regno Unito – UE: trattamento IVA delle merci spedite o provenienti dal Regno Unito

Sogedim consiglia a tutti gli operatori di attivarsi per tempo con misure idonee ad acquisire prova documentale delle spedizioni da/verso il Regno Unito e, riportando i dati dell’ultimo BrexitDay, informa che:

  • le merci spedite verso il regno unito non costituiranno più cessioni intracomunitarie non imponibili ai sensi dell’art. 41 del d.l. n. 331/93, convertito in l. n. 427/93.
  • Analogamente, le merci provenienti dal regno unito non costituiranno più acquisti intracomunitari ai sensi dell’art. 38 del d.l. n. 331/93 suddetto.
  • In relazione al trasporto di merci commerciali con soggetti UK, gli operatori economici non dovranno continuare a presentare i modelli intra ai fini né fiscali né statistici.

Uscita Regno Unito – UE: esportazione

  • Gli operatori economici che intendono spedire merci verso il Regno Unito devono presentare una dichiarazione doganale di esportazione da trasmettere per via telematica all’ufficio doganale competente in relazione al luogo in cui l’esportatore è stabilito o a quello in cui le merci sono caricate o imballate per l’esportazione.
  • L’esportatore deve essere stabilito nel territorio doganale dell’Unione ai sensi dell’art. 1 punto 19 del Regolamento delegato UE 2015/2446.

Dove e come ottenere maggiori informazioni sulla Brexit

▶ Nella sezione del sito dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli oppure scrivendo all’indirizzo e-mail dedicato;

▶ Per indicazioni di carattere generale sull’applicazione della normativa doganale, è anche possibile richiedere informazioni all’Agenzia delle dogane e dei Monopoli attraverso il servizio URP telematico.

▶ Per requisiti riguardanti specifiche operazioni doganali di import ed export da effettuarsi sul territorio, è possibile contattare direttamente gli Uffici delle Dogane competenti per tali operazioni, i cui contatti ed relativi indirizzi sono reperibili sul sito dell’Agenzia www.adm.gov.it .

▶ Inoltre, è consigliabile consultare le Comunicazioni pubblicate dalla Commissione europea per aggiornarsi sulle principali evoluzioni del dossier.

Uscita Regno Unito – UE: importazione

Gli operatori economici che intendono importare merci dal Regno Unito devono presentare le merci con una dichiarazione doganale di importazione da trasmettere per via telematica all’ufficio doganale competente sul luogo dove le stesse sono presentate (art. 159 Reg. UE n. 952/2013).

Uscita Regno Unito – UE: deposito

I titolari di autorizzazioni al deposito doganale potranno introdurre nei propri depositi le merci provenienti dal Regno Unito quali merci terze.

Il regime speciale di deposito doganale permette lo stoccaggio di merci terze senza essere soggette ai dazi all’importazione, ad altri oneri e alle misure di politica commerciale (artt. 237, Reg.to UE n.952/2013).

Per essere titolare di deposito doganale è necessario richiedere un’autorizzazione tramite il sistema informatico delle Decisioni doganali (Customs Decisions Management System) nel rispetto delle condizioni stabilite dall’art. 211 del Reg.to UE n.952/2013.

Uscita Regno Unito – UE: perfezionamento

Per poter utilizzare il regime di perfezionamento attivo o passivo è necessario richiedere un’autorizzazione tramite il sistema informatico delle Decisioni doganali (Customs Decisions Management System) nel rispetto delle condizioni stabilite dall’art.211 del Reg.to UE n.952/2013.

Uscita Regno Unito – UE: transito

L’iter formale dell’adesione del Regno Unito alla Convenzione Transito Comune (CTC) si è concluso*. A decorrere dalla data di recesso il Regno Unito diverrà Parte Contraente alla CTC ed applicherà il regime del transito comune.

 

Per sostenere le aziende clienti Sogedim in qualità di Specialista Internazionale Certificato, sta monitorando l’intero processo in modo da poter cogliere qualsiasi modifica allo stato attuale delle cose ed essere pronta ad evitare complicazioni in materia di trasporti.

 

Per sostenere le aziende clienti Sogedim in qualità di Specialista Internazionale Certificato, sta monitorando l’intero processo in modo da poter cogliere qualsiasi modifica allo stato attuale delle cose ed essere pronta ad evitare complicazioni in materia di trasporti.

Sogedim a tutela dei tuoi trasporti – azioni precauzionali. Scopri quali!

Altri links di riferimento sul tema Brexit

▶ Aspetti relativi agli accordi connessi con il recesso della Gran Bretagna dalla UE;

▶ Aspetti relativi a fiscalità e unione doganale;

▶ Aspetti relativi al commercio estero;

▶ Indicazioni circa l’orientamento delle disposizioni del Regno Unito in materia doganale ;

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Coming soon!

Non perderti la terza e ultima parte, in arrivo sul sito la prossima settimana! Continua a seguirci, anche sui social.

 

Fonti:
Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, L. 317 del 14/12/2018.
BrexitDay ADM, Confetra.com, Circolare Confetra n. 193/2019.

(aggiornato ad Aprile 2019)

Il termine per la definizione dell’accordo Hard Brexit è stato posticipato al 12 aprile 2019

Indipendentemente dalle stato di incertezza Sogedim continua ad essere il vostro partner di fiducia per i trasporti nel Regno Unito.

(aggiornato a marzo 2019)

Brexit: istruzioni per l’uso

La possibile reintroduzione dei vincoli doganali tra Unione Europea e Regno Unito , prevista dopo il 29 marzo p.v. qualora non fosse raggiunto un diverso accordo tra le parti, obbligherà gli operatori economici ad affrontare questa nuova sfida. Lo scenario è ancora in divenire e non è possibile ad oggi una esatta previsione della situazione finale.
Sogedim è comunque attrezzata e preparata per affrontare anche l’ipotesi peggiore di un’uscita del Regno Unito senza accordi, l’ormai famoso no-deal, che comporterebbe la fine della validità del diritto comunitario europeo, primario e derivato, in territorio britannico dalle 00.00 del 30 marzo 2019.

Se così fosse, per continuare ad esportare merce in o ad importare da UK, occorrerebbe effettuare le normali operazioni doganali previste per le spedizioni tra l’Unione Europea e qualsiasi altro paese terzo.
Riportiamo di seguito un breve lista dei principali adempimenti e della relativa documentazione suddivisa per esportazioni ed importazioni.

Export. Adempimenti per un’azienda italiana che esporta verso il Regno Unito.

Dal 30.03 le cessioni di beni in UK terminerebbero di essere “cessioni intracomunitarie” per essere qualificate come esportazioni, soggette quindi alla relativa disciplina dal punto di vista impositivo e dei controlli.
Tali cessioni non dovranno più essere presentate negli elenchi riepilogativi Intra, in quanto saranno operazioni non imponibili ai fini IVA ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n. 633/72 (Legge IVA).
Sarà necessario espletare quindi le normali procedure doganali (emissione della bolla doganale di esportazione) presentando dichiarazione in Dogana.
Per presentare una dichiarazione doganale l’operatore economico, qualora ne fosse ancora sprovvisto, deve chiedere il codice EORI (Economic Operator Registration and Identification). La richiesta di codice EORI deve essere rivolta all’Agenzia delle Dogane.
Per presentare la dichiarazione doganale (bolla doganale) si dovrà produrre la fattura di vendita (esente IVA ex art. 8 D.P.R. 633/72) con indicazione di:

  • valore merce
  • descrizione e voce doganale
  • numero dei colli
  • peso lordo e peso netto
  • origine della merce

Si ricorda che, in assenza di diverso accordo tra Regno Unito ed UE, non si potrà attribuire alla merce alcuna origine preferenziale, né chiedere l’emissione di EUR1.
Copia telematica della bolla doganale verrà poi inoltrata dallo spedizioniere all’esportatore della merce per essere conservata ai fini fiscali e di controllo delle competenti autorità.

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Import. Adempimenti per un’azienda italiana che importa dal Regno Unito.

Gli acquisti di beni da UK non saranno più considerati “acquisti intracomunitari” ma saranno qualificati come importazioni.
Anche per gli acquisti cesserà quindi l’obbligo di presentazione negli elenchi Intra, contestualmente sorgerà però l’obbligo di compiere le necessarie formalità doganali di importazione, con pagamento del dazio “paesi terzi”, delle accise se dovute e della relativa IVA.
Per presentare una dichiarazione doganale l’operatore economico, qualora ne fosse ancora sprovvisto, deve chiedere il codice EORI (Economic Operator Registration and Identification). La richiesta di codice EORI deve essere rivolta all’Agenzia delle Dogane.
All’arrivo della merce nel terminal doganale si dovrà presentare dichiarazione in dogana allegando la fattura di acquisto con indicazione di:

  • valore merce
  • descrizione e, possibilmente, voce doganale
  • numero dei colli
  • peso lordo e peso netto
  • origine della merce

Il dazio, la cui entità varia per singola voce doganale, viene calcolato in percentuale sul valore della merce dichiarato in fattura più le spese di spedizione.
L’IVA viene calcolata sull’importo della merce dichiarato in fattura + il dazio.
Il pagamento dei diritti doganali (dazio e IVA) è contestuale all’emissione della bolla doganale.

Copia telematica della bolla doganale verrà poi inoltrata dallo spedizioniere all’esportatore della merce per essere conservata ai fini fiscali e di controllo delle competenti autorità.